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Arzergrande |
| La storia di Arzergrande ci porta indietro nel tempo a duemila anni fa.
Al primo e al secondo secolo dopo Cristo risalgono infatti i resti romani,
che testimoniano la presenza di un importante insediamento, ritrovati
durante l'esecuzione di scavi il secolo scorso a Vallonga. Il Veneto allora era già stato sottomesso ai Romani che avevano costruito
in questa regione importantissime strade, che andavano da Ravenna verso il
Friuli, l'Istria e la Dalmazia. Il territorio del Piovese, detto più
tardi Saccisica, era percorso da tre notevoli strade, ma la più
importante per la storia di Arzergrande era la via Popilia che da Adria,
passando nelle vicinanze di Correzzola, Codevigo, Rosara, Lova proseguiva
fino ad Altino (Quarto d'Altino).
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| La storia di Vallonga e del territorio della Saccisica è però legata
anche alle vicende di Padova e di due fiumi e precisamente il Brenta
(chiamato Meduacus in latino) e il Bacchiglione (antico
Retenus-Retrone). In epoca romana il Brenta uscito da Padova, si divideva in due rami, uno
detto major, un secondo detto minor. Il Meduacus minor si divideva a sua
volta in due rami ancora, uno dei quali attraverso Legnaro, Brugine,
Arzergrande giungeva a Vallonga e poi a Codevigo. Vallonga doveva quindi
sorgere lungo il percorso stradale che collegava Ravenna, Adria con
Altino. Contemporaneamente era anche un porto fluviale, ed in
particolare il più vicino e diretto in rapporto con la città di
Padova.
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Nel Medioevo la vita nel villaggio riprese attorno alla chiesa di San
Pietro, di origini anteriori al 1000 d.C., affiancata da un campanile di
epoca più remota. La chiesa più volte rimaneggiata presenta ora linee
seicentesche. Le campagne così fertili in epoca romana continuarono ad essere tra il
XII e XVI secolo paludi abbandonate, sia a causa delle vicissitudini
belliche, che dei mancati interventi di salvaguardia degli argino dei
fiumi. I pochi abitanti vivevano di caccia, pesca e modesta agricoltura.
Politicamente il territorio fu sottoposto, attorno al 1000 al potere del
vescovo di Padova, conte di Piove di Sacco e seguì sempre, in seguito,
la sorte del centro più importante della Saccisica. Conobbe la tirannia
di Ezzelino da Romano, fu dei Carraresi, passò a Venezia nel 1405 e
alla repubblica di S. Marco appartenne fino al 1798. Durante la
dominazione veneziana i piccoli proprietari locali persero ulteriormente
importanza, si ridussero di numero, lasciando spazio alla penetrazione
del latifondo. Diventati braccianti, costretti a vivere in condizioni
molto disagiate, i coloni riuscivano però a sfruttare i pochi prodotti
che la palude offriva, specializzandosi nella lavorazione delle erbe
palustri, documentata già dal XV secolo. E' questa l'attività che
diventò tipica di Arzergrande. Interi nuclei famigliari producevano
manufatti, che andavano dalle stuoie ai legacci, dalla impagliatura
delle sedie alla preparazione dei mannelli per la copertura dei casoni,
lavorando tutto l'anno o alternando questa occupazione con l'impegno
profuso nei lavori della stagione
agricola.
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Le condizioni non cambiarono dal 1815 al 1866, quando tutto il Veneto e
la Saccisica appartennero all'Austria e tali si mantennero anche dopo la
terza guerra d'indipendenza, quando la regione entrò a far parte del
regno d'Italia. La vita sociale ed economica cioè restò immutata e
ruotò per alcuni secoli attorno ad attività di sussistenza. Le
condizioni di vita rimasero molto precarie anche nella prima parte del
XX secolo e fino agli anni '50. Agli anni '70 si può far risalire il
radicale cambiamento nel livello di vita di Arzergrande. E' sorta
infatti tra questo comune e il comune di Piove di Sacco una vasta area
attrezzata per attività artigianali ed industriali, che si è
progressivamente ingrandita, diventando un elemento propulsore del
Piovese, a conferma che la vera risorsa di questa comunità è sempre
stata la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti, legati in
passato a ciò che offriva la terra, e quindi la natura più locale,
diversificati oggi, in rapporto alle nuove esigenze di mercato e alle
nuove tecnologie.
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